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venerdì 13 giugno 2008

Libri di maggio

Anche il mese scorso mi sono imbattuto in libri che, a loro modo, sono tutti un po' speciali. C'è però da dire che ho interrotto la lettura di un romanzo che sta avendo moltissimo successo e che non citerò, perché intendo dargli un'altra possibilità.
Da questo mese, poi, ho deciso di modificare leggermente la formula e di non assegnare voti alle mie letture: ci ho pensato, e mi sembra molto meglio così per tanti motivi.
Ecco ciò che ho letto in maggio:

Attraversami, di Christian Mascheroni (Las Vegas). Mascheroni ci porta in un mondo afflitto da un Regime che vieta qualsiasi manifestazione d'amore. Una legge che, se non rispettata, prevede punizioni severe o addirittura atroci.
Nella cittadina di Silence cominciano, così, ad accadere strani fatti, eventi spettacolari grazie ai quali la dolce Cljo e Husky, il ragazzo dallo sguardo di lupo ferito, potranno sognare in segreto un futuro insieme e combattere per realizzarlo. Tutto questo per non lasciare che l'amore resti soffocato sotto l'assurdo dettame del Regime.
Chi ha amato "Impronte di pioggia" (come il sottoscritto) non rimarrà deluso e ritroverà lo stile di un autore che sembra conoscere profondamente la sensibilità insita nell'essere umano (se ancora vogliamo crederci). L'amore potrà tornare a trionfare? Non lo so, ma almeno nei libri pare di sì...

Voci, di Dacia Maraini (Rizzoli). Un romanzo giallo intenso e coinvolgente. La penna della Maraini sa essere dolce e raffinata come il profumo dei tigli (chi ha letto il romanzo sa a cosa mi riferisco) e poi sorprenderti con veri e propri squarci di forte tensione, nei quali lo stile, adeguandosi alla storia, subisce un brusco cambiamento e si fa secco e tagliente. Per me, una maestra. Da leggere.
Dalla quarta di copertina:
"Una porta, un paio di scarpe da tennis azzurre, l'odore acuto di disinfettante: nella stanza, una ragazza uccisa da venti coltellate. Un'altra ragazza, giornalista in una radio privata, sta conducendo un'inchiesta sulla violenza contro le donne. E quando scopre che la vittima abitava nel suo stesso palazzo, si sente coinvolta direttamente e inizia una sua personalissima indagine sulla violenza. [...]"

Tutto per una ragazza, di Nick Hornby (Guanda). Lo ammetto: io adoro Nick Hornby. Riuscirebbe a farmi leggere anche un trattato di fisica quantistica e, probabilmente, farmi perfino capirci qualcosa. Questo romanzo, è vero, non è all'altezza dei precedenti, specie se pensiamo ad "Alta fedeltà" o a "Un ragazzo", ma un autore che riesce a incollarti alla pagina raccontandoti una storia d'amore tra due adolescenti alle prese con un forte cambiamento di vita (non pensate nemmeno lontanamente agli adolescenti-finti-di-chi-sapete) in maniera semplice e tutto sommato non originale (fatta eccezione per i viaggi temporali, davvero divertenti e, in un certo senso, inquietanti), è uno che sa il fatto suo. Oltretutto, in giro su internet, si leggono commenti e recensioni dove i lettori lamentano un finale inesistente. Boh, non so se abbiamo letto lo stesso libro, perché a me il finale sembra lampante e, guarda caso, è proprio nelle ultime paginette!

Il grigio, di Giorgio Gaber e Sandro Luporini (Einaudi). Questo libricino è stato un vero tesoro, una sorpresa che davvero non mi sarei aspettato di incontrare. Ma i libri, a volte, ti scelgono, e lo fanno per vie impensabili. Le vie dei Libri sono infinite.
Si tratta di un monologo che racconta in prima persona la storia di un uomo che, per isolarsi dal mondo, si rifugia in una casa nuova. Ha bisogno di raccogliere i cocci di una vita traballante. Peccato che un bel giorno, un topo decide di mettergli il bastone tra le ruote. Una metafora sulla ricerca del proprio Io, dove non tutto quello che va storto è necessariamente qualcosa che rallenta il cammino. Dove le risposte possono giungere proprio dal tuo peggior nemico.
Una lettura superba che fa meditare. Lo so che ho detto che non avrei assegnato voti, ma se lo avessi fatto questo avrebbe meritato un quasi dieci...

P.S. Non l'ho ancora finito, ma voglio segnalarvelo comunque: un libro particolare, se non unico, che si intitola "Le sette vite di Dalila & Achille" ed è edito da Il Foglio Letterario. Sette racconti di altrettanti autori (tra i quali spicca il solito splendido Sacha Naspini con "Serenity Garden", una chicca imperdibile) che conducono tutti alla domanda: Tu credi nel destino?

Inoltre, acquistando una copia si sostiene il "Progetto Africa", in quanto 1 euro verrà devoluto ai bambini meno fortunati. Ve ne parlerò meglio alla prossima occasione, ma intanto ve lo suggerisco!

giovedì 15 maggio 2008

Libri di aprile

Ricordi dal sottosuolo, di Fedor Dostoevskij (Feltrinelli). Devo essere sincero: questo libro non l'avevo mai letto, nonostante l'avessi citato nel mio romanzo "La luce blu delle margherite". Conoscevo il contenuto e conoscevo il contesto, ma adesso che l'ho divorato sono molto felice di averlo "nominato". Una confessione spietata, da un sottosuolo che non è altro che la parte più sordida dell'essere umano, quella che tutti abbiamo e che il nostro Fedor è riuscito a definire molto prima di Freud. L'indagine del mistero dell'anima. Da leggere.
Voto: 9

Che animale sei?, di Paola Mastrocola (Guanda). Ok, parlare di questo libro dopo quello appena citato metterebbe chiunque in una posizione quantomeno imbarazzante. Ma io non sono certo un vero critico, né ho la presunzione di recensire con abilità. Il mio è solo un gioco, quindi posso dire che questa storia di una pennuta un po' sfigata che, pur non diventando un cigno, arriva a cavarsela niente male, mi è piaciuta. Non è il migliore della nostra professoressa torinese, ma ha una propria dignità. Adatto ai più piccoli e agli adulti che non hanno dimenticato il bambino che sono stati.
Voto: 6/7

La scuola raccontata al mio cane, di Paola Mastrocola (Guanda). L'ho letto cercando di gustarmelo (e non è il termine più azzeccato) a poco a poco. Un pugno allo stomaco, almeno per me. Non dico altro, ma una bella denuncia al sistema scolastico recente. Un danno che rimane a dispetto di qualsiasi riforma. Da leggere a scuola (e, perché no?, anche al proprio cane).
Voto: 7/8

La donna mancina, di Peter Handke (Garzanti). Meraviglioso! Mi sono perso negli occhi vuoti e nello sguardo impassibile dei protagonisti. Un viaggio essenziale e crudele lungo una "stagione di solitudine". Non amo molto questo autore (non sono riuscito a finire "Infelicità senza desideri", da molti considerato il suo capolavoro), ma questo mi ha conquistato. So che lo stesso Handke ne ha tratto un film con Bruno Ganz e Edith Clever, ma mi risulta introvabile.
Voto: 8

Oltre l'ostacolo, di Giulia Meli (Las Vegas). Un'esordiente che merita una certa attenzione. Questo breve romanzo ci trascina in una storia d'amore come tante, ma lo fa con una leggerezza e con una punta di ironia tali da evitare di scivolare nel sentimentalismo e nelle cose trite. Giulia ha la capacità di disegnare con freschezza e poche parole tutto un mondo di sentimenti che mi ha riportato un po' indietro nel tempo (ebbene sì, anche io sono stato un adolescente!). Una scommessa, per me, vinta. Brava! Questa giovane casa editrice, seppur alle prime battute, non perde un colpo. Avanti così!
Voto: 7+

Matrimoni scoppiati, di autori vari (PerroneLAB). Non potevo non leggere questa antologia, e non solo perché vi è incluso un mio racconto ("L'orologio"): il tema, ma anche la copertina, è accattivante. Devo dire che si tratta di una raccolta con qualche neo, nel senso che -sempre a mio parere, ben inteso- non tutti i racconti sono di buon livello, ma la maggior parte sì. Ci sono stralci di vita vissuta, alcune testimonianze dolorose, altre più leggere e quasi comiche. Complessivamente, però, mi sono trovato a leggere con piacere quasi tutti i racconti che, essendo ben quarantanove, significa che il lavoro di cernita tra quelli pervenuti alla casa editrice è stato svolto con impegno e serietà. Non mi sento nella posizione ideale per suggerire i migliori, anche perché, forse, non citerei il mio! :)
Voto: 7

lunedì 21 aprile 2008

Libri di marzo

Attenti al cane, di Angelo Ferracuti (Guanda). Devo ammettere che non conoscevo questo autore, prima che ci incontrassimo per una bella chiacchierata. Mi è sembrato giusto acquistare alcuni suoi libri e il primo che ho letto è questo. Fin dalle prime pagine, mi sono lasciato trascinare in questa storia che altro non è che un pretesto narrativo per descrivere il disagio esistenziale che pervade la nostra società. Le vicende di un postino si intrecciano con quelle degli abitanti del paese e ciò che ne emerge è uno spaccato più che mai veritiero di tante micro realtà che spesso ignoriamo.
Voto: 8

Conoscere una donna, di Amos Oz (Feltrinelli). L'inizio è forte e promette bene ma (ahimé!) si perde ben presto. Troppo lento (e dire che a me i libri lenti piacciono), troppo pesante e, per gradire, non vi è nemmeno una storia vera e propria. Mi dispiace, ma non credo che sarò mai un ammiratore di questo autore, che pure so essere molto amato. Forse dovrei leggere qualcos'altro di suo. Qualche suggerimento?
Voto: 5


La città fantasma, di Patrick McGrath (Bompiani). Questo libro mi è stato suggerito diverso tempo fa, ma solo ora (spinto da quel piccolo capolavoro che per me è Spider) ho deciso di leggere. Si tratta di tre racconti ambientati nella Manhattan dalla lotta per l'indipendenza all'11 settembre. Molto triste il primo (forse il migliore, per quanto cupo), più debole il secondo, splendido il terzo. Secondo me è da leggere.
Voto: 8


31 Ottobre, di Glauco Silvestri (Il Filo). Il libro presenta alcuni punti deboli (anche a causa di un editing pressoché inesistente), ma ha il pregio di scorrere senza intoppi e di portarti alla pagina finale senza nessuno sforzo. Un impegno maggiore nel delineare i personaggi e la loro psicologia avrebbe reso di certo più credibilità ad una storia di per sé intrigante. Ma l'autore è giovane (guai a chi dice il contrario: siamo coetanei!) e promette bene e, dato che posso dire di conoscere (sebbene superficialmente) il suo operato, penso che ci si potrà aspettare di molto meglio in futuro.
Voto: 6+

Una barca nel bosco, di Paola Mastrocola (Guanda). Ecco un'altra autrice che negli ultimi tempi mi sta conquistando. Per quanto, a mio avviso, la sua scrittura non abbia alcuna pretesa di insegnamento, le sue parole non lasciano indifferenti. C'è chi la detesta per quel suo modo un po' da maestrina e chi va oltre e riesce ad afferrare il "succo" di ciò che in realtà vuole esprimere. Per me ogni suo libro è stato una bellissima scoperta, e questo ne è uno splendido esempio.
Voto: 8+

mercoledì 16 aprile 2008

Terribilmente in ritardo!

Per quei pochi (ma fedeli) lettori della mia rubrica dei libri del mese. Lo so, sono in ritardo. Sono rimasto un po' indietro con alcuni miei lavori, ed ora devo fare le corse. Prometto che tra brevissimo parlerò di ciò che ho letto, ma intanto vi lascio la lista dei volumi.

"Attenti al cane", di Angelo Ferracuti;
"31 Ottobre", di Glauco Silvestri;
"Conoscere una donna", di Amos Oz;
"La città fantasma", di Patrick McGrath;
"Una barca nel bosco", di Paola Mastrocola.

Adesso scappo. A presto!

martedì 11 marzo 2008

Libri di febbraio

I sassi, di Sacha Naspini (Il Foglio). Una storia fatta di inganni, di amore e vendetta. Va bene... Che abbia un debole per questo scrittore mi sembra già evidente. Ma provate a leggere le sue storie e sono sicuro che ne rimarrete stregati anche voi. Questo "I sassi" è molto diverso dal suo esordio (il validissimo "L'ingrato") sia per cifra stilistica che per contenuti e trama, e tuttavia si percepisce la stessa mano, la stessa anima. Questo, a mio parere, è una delle peculiarità del vero scrittore, quello che ha padronanza del proprio "mestiere". "I sassi" è un libro che ti avvinghia, quasi ti stritola fino ad un epilogo per niente scontato e, seppur realistico, ricco di colpi di scena. Il lettore ne esce frastornato, ma consapevole di avere compiuto un viaggio che spera di ripetere col prossimo romanzo. Bravo!
Voto: 8

La notte parla, di Louis Guillaume (Edizioni Idea). Un libriccino meraviglioso, pieno di immagini poetiche che l'autore descrive sapientemente. C'è magia in ogni pagina, dove il connubio tra prosa e poesia si fa perfetto, in un equilibrio dinamico che non ti lascia tregua. Incantevole a partire dalla copertina. Un poeta venuto dal mare che è sempre alla ricerca del senso nascosto delle cose (come cita la quarta di copertina). "La notte parla" ha vinto nel 1961 il premio Antonin Artaud.
Voto: 8

Viva Las Vegas, a cura di Andrea Malabaila (Las Vegas). L'esordio di una casa editrice giovane e promettente. Un'antologia che raccoglie alcune tra le voci più significative del panorama letterario di oggi. Storie diverse che, tuttavia, celano un filo conduttore che è da ricercare nella capacità di ogni autore di creare uno spaccato di realtà. Storie che sanno essere ironiche, romantiche, drammatiche, irriverenti. Storie che ti fanno pensare che gli autori italiani hanno molto da dire. Gli snob con la puzza sotto al naso sono avvertiti. I racconti più riusciti, a mio parere, sono quelli di Dario Buzzolan ("Inarrestabile"), di Christian Mascheroni ("R.E.S.P.E.C.T."), di Michele Governatori ("Sara e il cane"), di Ivano Bariani ("Ho letto di te") e di Alessio Romano ("Dimentica il Burundi").
Voto 7/8

Sostiene Pereira, di Antonio Tabucchi (Feltrinelli). Cito le parole di Lalla Romano e non aggiungo altro: "E' possibile che un libro, un romanzo, metta a disagio perché sembra troppo bello? Troppo, non perché sospetto di voler piacere, ma proprio nel senso che si fa amare senza riserve..."
Ecco, (ap)punto.
Voto: 9/10

Margarita Hesse, di Manfredo Kempff, (Edizioni Idea). Margarita Hesse è il secondo libro di questo autore boliviano sconosciuto in Italia. Ora, grazie a questa coraggiosa casa editrice romana, la lacuna è stata riempita. Non so quanti avranno l'occasione di leggere questo romanzo, ma lo consiglio caldamente, anche se, devo ammettere, la prima parte (primo quaderno) è molto più riuscita, sa essere ironica a tragica al contempo. La seconda mi sembra un po' forzata nel voler raccontare troppo attraverso le lettere di un politico ipocrita e arrivista (no, non è un libro italiano!)
Voto: 7

Saxophone Street blues, di Hector Luis Belial (Las Vegas). Questo è un breve romanzo pulp di un esordiente rigorosamente italiano, ma dal curioso pseudonimo. Le pagine sono scorse veloci e davvero mi hanno riportato alla mente alcune scene e ambientazioni Tarantiniane. Devo ammettere che non è proprio il mio genere (al cinema ok, ma sulla carta è un altro discorso), ma il "ragazzaccio misterioso" sa il fatto suo. Non mi sorprenderebbe se il prossimo mi sorprendesse (gioco di parole voluto!).
Voto: 7

martedì 12 febbraio 2008

Libri di gennaio

Ecco l'ormai consueta rubrica dei libri letti. Prima, però, volevo specificare una cosa importante. Quello che io scrivo qui, non intende in alcun modo essere una vera e propria lista di recensioni, ma semplicemente qualche suggerimento di lettura. Le critiche (positive e non) vengono esposte dal punto di vista di un lettore talmente innamorato dei libri, da aver sacrificato a questa passione un discreto numero di diottrie. E poi, se così non fosse, chi di noi potrebbe "recensire" o "criticare" alcuni degli autori che seguono? Io no di sicuro..

Il giocatore, di Fedor Dostoevskij (Giunti). La penna di un autore di tale livello è sempre felice, anche in opere minori come questa. Si tratta di una narrazione fluente e sottilmente angosciosa che trascina l'esistenza fino all'orlo del precipizio. L'uomo reso schiavo del vizio del gioco d'azzardo che non conosce più morale né limiti. Pagine di vera letteratura, semplice e diretta, da un autore ingiustamente noto solo per le opere più "grandi".
Voto: (genuflesso) 8/9

Fontamara, di Ignazio Silone (Mondadori). Un testo tristemente attuale (e ignorato per anni), un documento di denuncia che non dovrebbe essere dimenticato. Non è la prima volta che lo leggo, ma come non citarlo? La storia di una piccola realtà che è specchio dell'intera umanità.
Voto: (inginocchiato sui ceci) 8/9

Vukovlad-Il signore dei lupi, di Paolo Maurensig (Mondadori). Be', sono un po' imbarazzato. Un libro di appena cento pagine che ho fatto fatica a finire. Ho saltato tutto quello che ho potuto. Poi, colto da un moto di senso di colpa, sono andato a recuperare ciò che avevo deliberatamente ignorato. Non è servito a niente. Mi dispiace, ma dall'autore di Canone Inverso non posso tollerare una cosa del genere. Non c'è tensione e la trama è debole e risaputa. Solo un esercizio di stile, nemmeno troppo riuscito.
Voto: 4

La villa dei ricordi cattivi, di Ruth Rendell (Mondadori). Una delle migliori scrittrici di noir che qui non ci risparmia lentezze (talvolta davvero eccessive) e descrizioni fin troppo dettagliate che rallentano la storia e annacquano la tensione. Tuttavia, i personaggi sono credibili, forti e profondi. Un solo consiglio: se siete maschilisti, questo testo non fa per voi, almeno se volete salvare il fegato. Gli uomini fanno tutti una figura non proprio edificante.
Voto: 6/7

Ballo di famiglia, di David Leavitt (Mondadori). Devo ammettere che non conoscevo molto bene questo autore, considerato già un "must". Avevo letto solo "Il corpo di Jonah Boyd", un romanzo che, a differenza di altri lettori, ho trovato molto interessante. Questa, invece, è una raccolta di racconti osannata dalla critica. Sulla sua scrittura e sullo stile non c'è niente da dire: è un mostro di bravura, e su questo non ci piove. Sono i temi ad essere, alla lunga, un po' ripetitivi. Comunque, ad avercene...
Voto: 7+

lunedì 14 gennaio 2008

Libri di dicembre

Ecco cosa ho letto nel mese di dicembre. Nello stilare la lista, mi sono reso conto che si tratta perlopiù di opere d'esordio. Questo mi rende particolarmente felice perché spesso si dice che i (pochi) lettori italiani non prestano attenzione ai libri di esordienti. Ma sono contento anche perché, come dicevo in qualche post fa, mi sono piaciuti tutti. Bando alle ciance.

Silvertown, di Francesco Monti (Bacchilega). Un giovane autore promettente. Questo è il suo primo libro che sembra scritto da un americano, senza tuttavia risultare inutilmente macchinoso o pretenzioso. Una storia sporca, densa e quasi pulp.
Voto: 6/7
L'ingrato, di Sacha Naspini (Effequ). Il primo romanzo di uno scrittore di cui sentiremo ancora parlare. Uno che sa cosa raccontare e come si fa a scrivere. La sua prosa, almeno in questo suo lavoro, è caratterizzata da uno stile che si ritrova nelle opere del primo Novecento. Detto così, potrebbe sembrare un linguaggio po' datato, ma vi garantisco che non è per niente ampolloso e che la lettura coinvolge fino alla fine.
Voto: 8

Il cerchio Rotto, di Giorgia Foschini (Fernandel). Questo libro l'ho letto con molta curiosità perché ha vinto la nuova edizione del concorso che ho vinto io nel 2005. Dunque, il romanzo mi è piaciuto molto fino alla fine. O meglio, fino al penultimo capitolo. L'epilogo, che non vorrei svelare, ricorda un po' troppo un film, con una certa attrice che tra parentesi adoro. A mio avviso è un po' troppo forzato. Peccato! Anche qui vale il discorso sul linguaggio che ho fatto circa "L'ingrato". A qualcuno può non piacere, ma a me ha convinto. Certe storie richiedono un modo di essere descritte che, a volte, può risultare leggermente anacronistico.
Voto: 7

Impronte di pioggia, di Christian Mascheroni (L'ambaradan). Pagine intrise di magia e di sentimento, di dolore e di rinascita. Uno stile ricercato, ma non ridondante. Un libro che mi è dispiaciuto aver finito di leggere. Non so se mi sono spiegato... Vogliamo trovare un difetto a tutti i costi? Forse un po' lenti alcuni passaggi nella prima parte. Lenti, ma necessari. Resto in attesa del nuovo romanzo.
Voto: 8

Requiem, di Antonio Tabucchi (Feltrinelli). Forse non il migliore Tabucchi, ma la classe non è acqua. Un viaggio allucinato nelle profondità dell'essere umano. Spiriti che tornano e raccontano, un sogno che è esperienza misteriosa. Da leggere.
Voto: 8

Stai tranquilla, io sto bene, di Olivier Adam (Minimum fax). Sarà che il suo esordio italiano mi aveva entusiasmato (Passare l'inverno). Sarà che il successivo mi aveva ulteriormente convinto (Scogliera). Sarà che mi ricorda molto Agota Kristof (be', forse ho esagerato un po'). Sarà che l'ho letto in una notte. Sarà che è in lizza per divenire uno dei miei autori preferiti. Non lo so cosa sarà.
Voto: (sarà mica che gli diamo un bel) 9

Diceria dell'untore, di Gesualdo Bufalino (Bompiani). Erano mesi che volevo leggere questo libro che una mia amica mi aveva consigliato. E mi ha consigliato bene. Questo rappresenta un esordio piuttosto tardivo (sessantuno anni) di un autore che, morto nel '96, è riuscito a divenire subito uno dei maggiori esponenti della letteratura italiana del Novecento. Ormai un classico.
Voto: 9
Vicolo cieco, di Michele Andreis (Effequ). Veloce, un ritmo incalzante, una storia attuale e ben scritta da leggere tutta in un fiato. Anche questo è un esordio e (ebbene sì) anche questo molto buono.
Voto: 7/8

Spider, di Patrick McGrath. Che meraviglia! Avevo visto il film di Cronenberg con uno splendido Ralph Fiennes. Uno dei pochi casi in cui il film e il romanzo da cui è tratto quasi si equivalgono. Una storia terribile e angosciante, senza via di uscita e dove niente è chiaro e il confine tra realtà e follia si fa quasi impercettibile.
Voto: 9

lunedì 3 dicembre 2007

Libri di novembre

Vorrei iniziare una sorta di rubrica mensile in cui citerò i libri letti. Non mancherò di scrivere due righe di commento ad ognuno. Non sono vere e proprie recensioni (non credo che ne sarei capace). Allora. Nel mese di novembre ho letto:

Un lavoro sporco, di Christopher Moore (Elliot). Devo dire che le premesse erano molto promettenti, a partire dalla presentazione dell'autore, che sembra vendere un sacco in molti stati. Non posso dire che non mi sia piaciuto, né che mi sia annoiato a leggerlo. Si tratta di un libro senza grosse pretese, che scivola via e, a tratti, ti diverte. La sensazione è che l'autore si sia un po' buttato via verso il finale, piuttosto prevedibile. Tutto sommato, però, una buona compagnia.
Voto: 5/6


Il giovane Holden, di J. D. Salinger (Einaudi). E' proprio necessario scervellarsi per trovare delle parole? Un tradizionale "capolavoro" è il termine più azzeccato. Non l'avevo mai letto (e qui, già, mi sembra di sentire un coro di voci che grida: Come no? Che razza di scrittore sei se non lo avevi mai letto? Forse avete ragione, ma adesso ho rimediato).
Voto: 9


Buio, di Anna Luisa Pignatelli (Pendragon). Questo piccolo libro mi ha veramente incantato. Per la storia delicata e cruda, per lo stile, per le descrizioni mai banali o fini a se stesse. Una scrittura che mi ha rapito fino all'ultima pagina. Per la serie: quando sai fare a scrivere, anche se non hai tra le mani una grande trama.
Voto: 7/8


Dipinto di noir, di E. Giorgi, F. Montevecchi, F. Fondi (Effequ). Nove racconti noir per tre autori semi sconosciuti. Un progetto che, sulla carta (!), funzionerebbe poco. Invece una piacevole scoperta, anche se i racconti migliorano con la lettura. Senza nulla togliere agli altri, più che meritevoli, splendidi gli ultimi tre, quelli di Fabrizio Fondi.
Voto: 7