La Voras edizioni ha annunciato la prossima uscita del mio romanzo L'ipotetica assenza delle ombre, sia nel blog sia nel sito.
Dovrebbe essere disponibile già dal fine novembre, visto che ho la prima presentazione per sabato 21 a Riolo Terme. Quando avrò maggiori conferme, non mancherò di riportarle nel blog e nel mio sito.
Intanto, a presto!
mercoledì 11 novembre 2009
mercoledì 28 ottobre 2009
Di cosa parla?
Ormai non manca molto alla pubblicazione del mio nuovo romanzo, "L'ipotetica assenza delle ombre". Ma di cosa parla? Oggi ho pensato di "postare" quello che (probabilmente) sarà riportato in quarta di copertina:
Marco, giovane scrittore in piena crisi creativa, riceve come lascito una casa da un uomo misterioso, il vecchio signor Newman. Ben presto questa donazione si rivela uno scrigno di confessioni celate per anni. Tutte le stanze hanno un ritratto appeso alla parete, volti inquietanti che sembrano voler comunicare con il nuovo proprietario.
Ma cos’è che lega la vita di Marco a quella del signor Newman? E perché la casa è stata destinata proprio a lui? Insieme alla bella e malinconica Bea, Marco porterà a galla sconvolgenti verità fino a scoprire l’ultimo, terribile segreto custodito in una stanza non riportata nella planimetria.
Con questo romanzo, che riprende le atmosfere e alcuni personaggi de “La luce blu delle margherite”, Massimo Padua ci conduce con maestria dentro una trama ricca di suspense e mistero e ci impedisce di abbandonare la lettura fino all’angoscioso quanto inaspettato epilogo.
"Ognuno ha le proprie ombre".
Be', che ne pensate?
Marco, giovane scrittore in piena crisi creativa, riceve come lascito una casa da un uomo misterioso, il vecchio signor Newman. Ben presto questa donazione si rivela uno scrigno di confessioni celate per anni. Tutte le stanze hanno un ritratto appeso alla parete, volti inquietanti che sembrano voler comunicare con il nuovo proprietario.
Ma cos’è che lega la vita di Marco a quella del signor Newman? E perché la casa è stata destinata proprio a lui? Insieme alla bella e malinconica Bea, Marco porterà a galla sconvolgenti verità fino a scoprire l’ultimo, terribile segreto custodito in una stanza non riportata nella planimetria.
Con questo romanzo, che riprende le atmosfere e alcuni personaggi de “La luce blu delle margherite”, Massimo Padua ci conduce con maestria dentro una trama ricca di suspense e mistero e ci impedisce di abbandonare la lettura fino all’angoscioso quanto inaspettato epilogo.
"Ognuno ha le proprie ombre".
Be', che ne pensate?
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domenica 11 ottobre 2009
L'ipotetica assenza delle ombre: probabile copertina

Be', devo dire che mi piace moltissimo la copertina che l'editore Voras ha "affibbiato" al mio romanzo di prossima pubblicazione, il noir "L'ipotetica assenza delle ombre" per la collana I Draghi. L'illustrazione è un particolare di un quadro della talentuosa Adele Quaranta ed è azzeccatissimo! Io spero proprio che sia quella definitiva. Voi che ne pensate?
Sono emozionato? NOOO, cosa ve lo fa credere?
Sono emozionato? NOOO, cosa ve lo fa credere?
venerdì 9 ottobre 2009
Io mi ricordo

In attesa che esca il nuovo romanzo (sono in fibrillazione) ecco una bella notizia:
in tutte le librerie d'Italia è possibile acquistare questo splendido volume corredato da un dvd per tutti coloro che amano gli anziani e che vogliono preservare il loro ricordo.
in tutte le librerie d'Italia è possibile acquistare questo splendido volume corredato da un dvd per tutti coloro che amano gli anziani e che vogliono preservare il loro ricordo.
Per me è un onore indescrivibile essere parte di questo progetto, con un raccontino che si intitola "Il profumo della frutta matura" per ricordare mio nonno paterno.
Il libro, edito da Einaudi, si intitola "Io mi ricordo" e include numerose testimonianze sottoforma di racconti o filmati e preziosi contributi di autori del calibro di Camilleri.
Per maggiori info cliccate QUI.
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domenica 27 settembre 2009
lunedì 14 settembre 2009
Piove
Ma proprio oggi doveva piovere?! Va be', vi aspetto ugualmente alla Festa del PD di Ravenna nello stand libri alle 20.45... L'ultima presentazione del romanzo "L'eco delle conchiglie di vetro"...
venerdì 28 agosto 2009
Nuovi connotati
Siccome sto trascurando in maniera vergognosa questa specie di blog, ho pensato di dedicargli un po' di tempo almeno per cambiargli i "connotati". Non so se sia meglio prima o adesso, ma non è questo il punto.
Il punto è che sono un (bel) po' stanco, ma anche un (bel) po' soddisfatto.
Cosa è successo?
Dunque, le novità, in breve, sono queste:
1) in ottobre/novembre uscirà un libro/dvd molto particolare dal titolo "Io mi ricordo", edito da Einaudi. Includerà diversi interventi video e molti racconti/testimonianze sugli anziani, sui nonni e su tutte quelle persone il cui ricordo è necessario preservare. Vi troverete un mio racconto che si intitola "Il profumo della frutta matura", in ricordo di mio nonno paterno.
2) è praticamente ufficiale: a novembre, per Voras edizioni, uscirà il mio nuovo romanzo dal titolo "L'ipotetica assenza delle ombre" e, se tutto andrà come deve andare, sarà arricchito dalla prefazione di qualcuno che stimo moltissimo sia per le qualità artistiche sia come persona... Per scaramanzia non dico ancora niente...
3) è passato un anno ormai dall'uscita del mio romanzo "L'eco delle conchiglie di vetro", un libro che mi ha donato un sacco di soddisfazioni, ha vinto il Premio Tammorra d'Argento, e mi ha permesso di conoscere tante persone meravigliose. Insomma, ho ancora diverse presentazioni (prima di accantonarlo per il nuovo), ma sicuramente quella che mi onora in modo particolare è quella che terrò alla Festa del PD di Ravenna il 14 settembre alle ore 21.
Se vi capita di dare un'occhiata agli altri nomi che ci sono in programma, capirete come mi sento...
Ecco perché sono assente da troppo tempo, ormai in modo ingiustificabile!
In particolare, quello che mi manca di più e che mi dispiace non essere in grado (per il momento) di riprendere è la mia piccola rubrichetta sulle letture del mese. Un vero peccato, anche perché ho letto tantissimi libri di autori (esordienti e affermati) che mi hanno colpito in modo particolare. La scrittura è una delle forme più belle, ricche e coinvolgenti che ci siano ed è davvero un peccato che in Italia la gente non legga abbastanza e, se lo fa, si limita ai soliti noti. Non lo dico con amarezza o cattiveria perché non c'è assolutamente niente di male nel leggere i best seller o gli scritti di autori che hanno semplicemente cavalcato l'onda delle mode. Ma in questo modo si rischia di ignorare il fermento che esiste e dal quale (non dimentichiamolo) anche molti degli autori più "blasonati" sono nati.
Ok, piccolo sfogo a parte, non appena avrò notizie più dettagliate su tutto quanto, non mancherò di riportarle.
Intanto... alla prossima!
Il punto è che sono un (bel) po' stanco, ma anche un (bel) po' soddisfatto.
Cosa è successo?
Dunque, le novità, in breve, sono queste:
1) in ottobre/novembre uscirà un libro/dvd molto particolare dal titolo "Io mi ricordo", edito da Einaudi. Includerà diversi interventi video e molti racconti/testimonianze sugli anziani, sui nonni e su tutte quelle persone il cui ricordo è necessario preservare. Vi troverete un mio racconto che si intitola "Il profumo della frutta matura", in ricordo di mio nonno paterno.
2) è praticamente ufficiale: a novembre, per Voras edizioni, uscirà il mio nuovo romanzo dal titolo "L'ipotetica assenza delle ombre" e, se tutto andrà come deve andare, sarà arricchito dalla prefazione di qualcuno che stimo moltissimo sia per le qualità artistiche sia come persona... Per scaramanzia non dico ancora niente...
3) è passato un anno ormai dall'uscita del mio romanzo "L'eco delle conchiglie di vetro", un libro che mi ha donato un sacco di soddisfazioni, ha vinto il Premio Tammorra d'Argento, e mi ha permesso di conoscere tante persone meravigliose. Insomma, ho ancora diverse presentazioni (prima di accantonarlo per il nuovo), ma sicuramente quella che mi onora in modo particolare è quella che terrò alla Festa del PD di Ravenna il 14 settembre alle ore 21.
Se vi capita di dare un'occhiata agli altri nomi che ci sono in programma, capirete come mi sento...
Ecco perché sono assente da troppo tempo, ormai in modo ingiustificabile!
In particolare, quello che mi manca di più e che mi dispiace non essere in grado (per il momento) di riprendere è la mia piccola rubrichetta sulle letture del mese. Un vero peccato, anche perché ho letto tantissimi libri di autori (esordienti e affermati) che mi hanno colpito in modo particolare. La scrittura è una delle forme più belle, ricche e coinvolgenti che ci siano ed è davvero un peccato che in Italia la gente non legga abbastanza e, se lo fa, si limita ai soliti noti. Non lo dico con amarezza o cattiveria perché non c'è assolutamente niente di male nel leggere i best seller o gli scritti di autori che hanno semplicemente cavalcato l'onda delle mode. Ma in questo modo si rischia di ignorare il fermento che esiste e dal quale (non dimentichiamolo) anche molti degli autori più "blasonati" sono nati.
Ok, piccolo sfogo a parte, non appena avrò notizie più dettagliate su tutto quanto, non mancherò di riportarle.
Intanto... alla prossima!
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giovedì 16 luglio 2009
Riolo Terme e i nuovi progetti
Ieri sera, a Riolo Terme, ho incontrato i ragazzi dell'associazione culturale Articolo 18.
Una serata molto piacevole, chiacchiere di ogni genere con persone simpatiche, dinamiche e, soprattutto, intelligenti e seriamente motivate.
Insieme all'editore Voras, abbiamo gettato le basi per una serie di incontri che avverranno nel mese di novembre nella suggestiva cornice della Rocca di Riolo. Io la conosco già perché vi ho presentato "L'eco delle conchiglie di vetro" e devo dire che, a dispetto della scarsa partecipazione, è stata un'esperienza molto bella.
Anche io sarò tra gli ospiti di questa serie di iniziative di quest'autunno... ma non porterò di nuovo "L'eco delle conchiglie...". Se tutto va bene (come mi auguro vivamente) sarò pronto con un nuovo romanzo, questa volta a marchio Voras.
Chissà... Ce la farò?
Il romanzo in questione, una sorta di noir/thriller psicologico, ricalca a grandi linee le tematiche dei miei lavori precedenti, ossia la ricerca del proprio spazio nel mondo e l'iterarsi di situazioni con le quali i protagonisti si troveranno a fare i conti.
In realtà, c'era un altro progetto che stavo portando avanti. Un altro romanzo completamente diverso, più leggero e brillante, il cui tema centrale è l'amore e la difficoltà di instaurare e, soprattutto, mantenere legami di qualsiasi natura.
Entrambi i progetti sono a buon punto, ma è quasi certo che la Voras pubblicherà il primo.
Da un lato sono d'accordo anche io, perché in fondo, chi ha letto i miei due romanzi precedenti, forse si troverà più a suo agio con atmosfere simili (ma non identiche!).
Vedremo quello che succederà!
Nel frattempo, io continuo a lavorare. L'eccitazione in vista di un nuovo tassello è sempre piacevole.
Naturalmente, si accettano consigli anche da parte vostra. Per esempio, voi quali dei due progetti leggereste per primo?
Una serata molto piacevole, chiacchiere di ogni genere con persone simpatiche, dinamiche e, soprattutto, intelligenti e seriamente motivate.
Insieme all'editore Voras, abbiamo gettato le basi per una serie di incontri che avverranno nel mese di novembre nella suggestiva cornice della Rocca di Riolo. Io la conosco già perché vi ho presentato "L'eco delle conchiglie di vetro" e devo dire che, a dispetto della scarsa partecipazione, è stata un'esperienza molto bella.
Anche io sarò tra gli ospiti di questa serie di iniziative di quest'autunno... ma non porterò di nuovo "L'eco delle conchiglie...". Se tutto va bene (come mi auguro vivamente) sarò pronto con un nuovo romanzo, questa volta a marchio Voras.
Chissà... Ce la farò?
Il romanzo in questione, una sorta di noir/thriller psicologico, ricalca a grandi linee le tematiche dei miei lavori precedenti, ossia la ricerca del proprio spazio nel mondo e l'iterarsi di situazioni con le quali i protagonisti si troveranno a fare i conti.
In realtà, c'era un altro progetto che stavo portando avanti. Un altro romanzo completamente diverso, più leggero e brillante, il cui tema centrale è l'amore e la difficoltà di instaurare e, soprattutto, mantenere legami di qualsiasi natura.
Entrambi i progetti sono a buon punto, ma è quasi certo che la Voras pubblicherà il primo.
Da un lato sono d'accordo anche io, perché in fondo, chi ha letto i miei due romanzi precedenti, forse si troverà più a suo agio con atmosfere simili (ma non identiche!).
Vedremo quello che succederà!
Nel frattempo, io continuo a lavorare. L'eccitazione in vista di un nuovo tassello è sempre piacevole.
Naturalmente, si accettano consigli anche da parte vostra. Per esempio, voi quali dei due progetti leggereste per primo?
sabato 4 luglio 2009
Impegni impegni impegni impegni...
E' veramente dura! Ce la farò a tornare a scrivere regolarmente in questo blog?
Il periodo impegnativo pare non finire mai. Ma sono felice. Sto lavorando a un paio di progetti, ma soprattutto sono preso dalle presentazioni mie e degli autori Voras. Una specie di tour romagnolo (ma non solo) per promuovere Luca Martini e Sacha Naspini (e anche un po' il sottoscritto!).
Alla prossima... spero molto presto!
Il periodo impegnativo pare non finire mai. Ma sono felice. Sto lavorando a un paio di progetti, ma soprattutto sono preso dalle presentazioni mie e degli autori Voras. Una specie di tour romagnolo (ma non solo) per promuovere Luca Martini e Sacha Naspini (e anche un po' il sottoscritto!).
Alla prossima... spero molto presto!
giovedì 7 maggio 2009
Recensione di "Never Alone" di Sacha Naspini -Voras edizioni
Qualche anno fa mi è capitato di leggere il primo romanzo di Sacha Naspini, il bellissimo “L’ingrato”, pubblicato da una piccolissima casa editrice toscana. Sono rimasto incantato dalla sua scrittura così elegante e fluida, così misurata e allo stesso tempo capace di far esplodere i sentimenti e di coinvolgere il lettore in questo suo gioco. Lo stile ricordava le migliori opere del Novecento italiano.
Ricordo che, nel leggere, pensavo che Sacha Naspini fosse un uomo di età avanzata, eppure la quarta di copertina diceva che era nato nel ’76.
Poco dopo, ho acquistato il suo secondo romanzo che si intitola “I sassi”. Beh, mi sono ritrovato a sfogliare un noir sapientemente scritto, una storia costruita alla perfezione, in un crescendo di tensione. Lo stile, questa volta, era molto più veloce, asciutto, le parole taglienti, i personaggi sembravano usciti da un film di Tarantino in stato di grazia. E mi sono chiesto se non mi fossi sbagliato, se si trattasse davvero dello stesso autore. Due storie e due stili così lontani che rivelavano la stessa mano solo per la capacità linguistica e la confidenza con la scrittura.
Poi ho letto altri suoi racconti su antologie varie, e ogni volta Sacha Naspini mi sorprendeva perché non era mai uguale a se stesso.
Poi è stata la volta di “Diario di un serial killer”, uno strano romanzo uscito per il circuito delle edicole. Insomma, una sorpresa continua e la conferma di avere a che fare con un autore maturo, consapevole e completo.
Nel corso del tempo, ci siamo contattati e conosciuti e ho scoperto che Sacha Naspini è anche una persona molto umile e simpatica, a differenza di tanti altri autori.
Per questo, avere tra le mani questo suo nuovo lavoro, “Never Alone”, pubblicato dalla nuova casa editrice Voras edizioni, è non solo un piacere ma anche motivo di orgoglio, per me.
Quando Sacha ha mandato il manoscritto ancora inedito, ha detto che si trattava di una bozza della quale non era soddisfatto e si è subito dichiarato disponibile a riscriverlo, a cambiare delle parti, a completarlo. Io, mentre lo leggevo, pensavo: ma questo è matto! Ha scritto una cosa bellissima, intrigante, una gioia per gli occhi e, tuttavia, non se ne rende conto! Da lì all’innamorarmi di questo autore, il passo è stato veloce.
Il romanzo Never Alone tratta con lucido distacco il tema del bullismo, ma lo fa in maniera sottile e alienata, con una semplicità disarmante. La storia è incentrata sul rapporto quasi morboso tra due ragazzini coetanei, Art e Ruben, che, in qualche modo, rappresentano due facce della stessa medaglia. I loro caratteri sono opposti e complementari e il loro legame sembra far bene a tutti e due. Art è decisamente quello più sicuro di sé, quello che non teme nulla o, se lo fa, non lo lascia trasparire. Ruben è più timido, quasi succube delle angherie degli altri compagni.
Il loro legame sembra proseguire senza grandi problemi, fino a che non arriva Edith, una ragazzina di cui Art si innamora. Da qui nascono gelosie e la figura della ragazzina fa scaturire un lato insospettabile del carattere di Ruben. Ma il peggio arriva quando, un giorno, spunta una pistola che diventerà la protagonista del racconto, quasi il collante tra le due personalità che tendono ad allontanarsi.
La narrazione si sviluppa in modo naturale, fluida e la tensione non cala mai, non cede fino all’ultima pagina, rivelando le crepe che minano non solo i due protagonisti, ma in fondo anche le basi della nostra società.
Descrivere in qualche modo la fragilità sociale attraverso gli occhi di due ragazzini è stata una scelta molto felice che si è concretizzata in questo bel libro in cui le voci dei due ragazzini si alternano fornendo un quadro completo e quanto mai inquietante di ciò che si sta svolgendo.
Non mancano i colpi di scena e i dubbi trovano risposta soltanto nel finale.
Insomma, non posso fare a meno di consigliarne la lettura: non ve ne pentirete!
Ricordo che, nel leggere, pensavo che Sacha Naspini fosse un uomo di età avanzata, eppure la quarta di copertina diceva che era nato nel ’76.Poco dopo, ho acquistato il suo secondo romanzo che si intitola “I sassi”. Beh, mi sono ritrovato a sfogliare un noir sapientemente scritto, una storia costruita alla perfezione, in un crescendo di tensione. Lo stile, questa volta, era molto più veloce, asciutto, le parole taglienti, i personaggi sembravano usciti da un film di Tarantino in stato di grazia. E mi sono chiesto se non mi fossi sbagliato, se si trattasse davvero dello stesso autore. Due storie e due stili così lontani che rivelavano la stessa mano solo per la capacità linguistica e la confidenza con la scrittura.
Poi ho letto altri suoi racconti su antologie varie, e ogni volta Sacha Naspini mi sorprendeva perché non era mai uguale a se stesso.
Poi è stata la volta di “Diario di un serial killer”, uno strano romanzo uscito per il circuito delle edicole. Insomma, una sorpresa continua e la conferma di avere a che fare con un autore maturo, consapevole e completo.
Nel corso del tempo, ci siamo contattati e conosciuti e ho scoperto che Sacha Naspini è anche una persona molto umile e simpatica, a differenza di tanti altri autori.
Per questo, avere tra le mani questo suo nuovo lavoro, “Never Alone”, pubblicato dalla nuova casa editrice Voras edizioni, è non solo un piacere ma anche motivo di orgoglio, per me.
Quando Sacha ha mandato il manoscritto ancora inedito, ha detto che si trattava di una bozza della quale non era soddisfatto e si è subito dichiarato disponibile a riscriverlo, a cambiare delle parti, a completarlo. Io, mentre lo leggevo, pensavo: ma questo è matto! Ha scritto una cosa bellissima, intrigante, una gioia per gli occhi e, tuttavia, non se ne rende conto! Da lì all’innamorarmi di questo autore, il passo è stato veloce.
Il romanzo Never Alone tratta con lucido distacco il tema del bullismo, ma lo fa in maniera sottile e alienata, con una semplicità disarmante. La storia è incentrata sul rapporto quasi morboso tra due ragazzini coetanei, Art e Ruben, che, in qualche modo, rappresentano due facce della stessa medaglia. I loro caratteri sono opposti e complementari e il loro legame sembra far bene a tutti e due. Art è decisamente quello più sicuro di sé, quello che non teme nulla o, se lo fa, non lo lascia trasparire. Ruben è più timido, quasi succube delle angherie degli altri compagni.
Il loro legame sembra proseguire senza grandi problemi, fino a che non arriva Edith, una ragazzina di cui Art si innamora. Da qui nascono gelosie e la figura della ragazzina fa scaturire un lato insospettabile del carattere di Ruben. Ma il peggio arriva quando, un giorno, spunta una pistola che diventerà la protagonista del racconto, quasi il collante tra le due personalità che tendono ad allontanarsi.
La narrazione si sviluppa in modo naturale, fluida e la tensione non cala mai, non cede fino all’ultima pagina, rivelando le crepe che minano non solo i due protagonisti, ma in fondo anche le basi della nostra società.
Descrivere in qualche modo la fragilità sociale attraverso gli occhi di due ragazzini è stata una scelta molto felice che si è concretizzata in questo bel libro in cui le voci dei due ragazzini si alternano fornendo un quadro completo e quanto mai inquietante di ciò che si sta svolgendo.
Non mancano i colpi di scena e i dubbi trovano risposta soltanto nel finale.
Insomma, non posso fare a meno di consigliarne la lettura: non ve ne pentirete!
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