martedì 23 marzo 2010
lunedì 1 marzo 2010
Giallo di Romagna mi intervista
Vi riporto un'intervista che Alessandro Anguilano mi ha fatto qualche giorno fa. Sono veramente riconoscente (fa anche rima) all'Associazione Giallo di Romagna, con la quale avrò un incontro tra non molto... ma poi ve ne parlerò. Intanto ecco l'intervista (presa da Facebook):
Ho avuto la fortuna di leggere i libri di Massimo Padua. Ho avuto la fortuna di emozionarmi con i suoi personaggi, di viverli grazie alle precise ed efficaci descrizioni, di sentirli miei amici, miei compagni in quell'avido sfogliare di pagine. Un libro di Padua lo metti via solo dopo essere arrivato alla fine, con la forte tentazione di ricominciare da capo. I suoi numeri sono 3 romanzi in 5 anni, 3 premi letterari, 11 racconti in altrettante antologie. I suoi testi sono adottati da diverse classi dei licei di Ravenna. Come lui stesso racconta attraverso il suo sito web, ha compiuto studi in campo artistico, è stato cantante di pianobar e attore teatrale, ma soprattutto è uno scrittore romagnolo.
Per uno scrittore che vive ad Alfonsine la prima domanda è quasi obbligata. Cos’è per te, persona e scrittore, la Romagna?La Romagna è una terra che amo profondamente, dalla quale fatico a separarmi e nella quale mi auguro di vivere per sempre. Io ho vissuto fino ai quindici anni a Marina di Ravenna, un paese che mi è rimasto nel cuore, anche se non posso negare che, oggi, non lo riconosco più. O meglio, mi sembra piuttosto ovvio che quello che io ricordo non corrisponda più alla realtà attuale. Sono una persona che a volte tende a rimuginare sulle vecchie esperienze, a ricordare il passato, e per me tale passato è imprescindibile da Marina di Ravenna.
Considerando tutti gli elementi che hanno generato le tue storie, c’è un luogo in particolare in cui essi convergono e che riconosci come scenografia ideale?In tutti i racconti e i romanzi che ho scritto precedentemente alla Luce blu delle margherite (ci sono almeno quattro/cinque romanzi rigorosamente inediti e una trentina di racconti), non ho mai voluto circoscrivere le vicende in un’area troppo riconoscibile. Non so perché procedessi in quel modo, forse perché mi piace pensare che un lettore debba essere libero di immaginare ciò che vuole e immedesimarsi liberamente nei personaggi, cosa che probabilmente risulterebbe più difficoltosa se la scenografia fosse soffocata da descrizioni troppo dettagliate. Poi è successo che ho scritto “La luce blu delle margherite”, un romanzo strano che non avrei mai pensato di realizzare. Si tratta di una sorta di autobiografia criptata, contaminata da evidenti incursioni nel fantastico, ma che resta a grandi linee una narrazione quanto più fedele dei miei primi trent’anni di vita. In questo caso, non ho potuto esimermi dal raccontare la città di Ravenna, e in particolare Marina. È stata una grande novità, per me, perché mi sono reso conto che potevo parlare di me senza troppi timori di mostrare le mie fragilità... e descrivere le ambientazioni mi è stato di profondo aiuto. E lo stesso vale per gli altri due romanzi. La storia de “L’eco delle conchiglie di vetro” è ambientata a Marina di Ravenna, anche se non è mai citata, mentre nel recente “L’ipotetica assenza delle ombre” le vicende si snodano tra Bologna e Ravenna. Perciò, rifacendomi un po’ alla risposta precedente, diciamo che la provincia di Ravenna, con la sua storia importante, le sue spiagge, le pinete, le fabbriche e il porto, mi pare uno scenario ideale dove far muovere i miei personaggi e far vivere le mie inquietudini.
È facile imbattersi in definizioni che indicano il genere noir come un sottogenere del giallo. Oltre a raccontare e risolvere un crimine, un libro noir ha lo scopo di portare il lettore a riflettere, rispetto a quello che ha letto, sulla realtà che lo circonda. Condividi questa classificazione?Non completamente. Negli ultimi tempi si tende a confondere il giallo con il noir. Per quel che mi riguarda, ritengo che il noir sia un genere secondo a nessun altro. Nelle trame a tinte fosche, non è necessario inserire elementi quali omicidi o la risoluzione degli stessi attraverso figure quali ispettori, investigatori e via dicendo. A me personalmente interessano molto di più la psicologia dei personaggi, il “nero” che si cela in ognuno di noi, le ombre con le quali siamo costretti a convivere o delle quali vogliamo liberarci. Il noir è più una condizione dell’anima, e le indagini più accattivanti sono per me quelle rivolte all’interno della nostra persona.
Quando ci siamo conosciuti, hai allontanato da Massimo Padua scrittore l’aggettivo noir, poi hai sorpreso il tuo pubblico con “L’ipotetica assenza delle ombre”, e attraverso il tuo blog dici che questo romanzo ha segnato una via da percorrere. Noi di Giallo di Romagna siamo un po’ di parte, ma possiamo sperare in un altro romanzo noir?Posso dire assolutamente sì. In realtà, avendo esordito con un romanzo delicato, piuttosto lirico e a tratti poetico come “La luce blu delle margherite”, i miei lettori tendono a identificarmi, a inserirmi all’interno di questa etichetta. Certo, anche “L’eco delle conchiglie di vetro” rispettava in buona parte queste caratteristiche. Ma devo ammettere che mi trovo molto più a mio agio nel descrivere storie e intrecci più complessi e, anche questo non posso negarlo, mi piace l’idea di suscitare nei lettori tensione e desiderio di scoprire i risvolti più terrificanti degli eventi. Il prossimo romanzo che ho in mente, per esempio, potrebbe perfino essere contaminato da influenze quasi horror... ma senza esagerare: in fondo, per quanto cerchi di nasconderlo, sono una persona molto sensibile!
Parliamo di te. Prova a fare un salto a 6 anni fa, quando ancora non avevi pubblicato il tuo primo romanzo “La luce blu delle margherite” (vincitore del Premio Opera Prima Città di Ravenna nel 2005, e del Premio Ancora 2005, seconda ristampa nel 2010). Cosa vorresti dire a quel Massimo?
Sei anni fa non avevo idea di quello che mi sarebbe successo. Mi divertivo semplicemente a scrivere delle storie che poi leggevano solo alcune persone fidate. Sono sempre stato molto insicuro e non ho mai avuto il coraggio, prima di allora, di sottoporre i miei lavori a qualche editore. Poi ho avuto la fortuna di vincere il premio Opera Prima, e da lì si è aperta una strada che, per quanto impervia e difficoltosa, credo sia una delle più intriganti che ci siano. Perciò, al Massimo di sei anni fa, direi di stare più tranquillo, di lavorare sodo e di non temere più (o almeno non così tanto) il confronto con gli altri e soprattutto con se stesso. In fondo, fare i conti con le proprie ombre, può essere perfino divertente!
Ho avuto la fortuna di leggere i libri di Massimo Padua. Ho avuto la fortuna di emozionarmi con i suoi personaggi, di viverli grazie alle precise ed efficaci descrizioni, di sentirli miei amici, miei compagni in quell'avido sfogliare di pagine. Un libro di Padua lo metti via solo dopo essere arrivato alla fine, con la forte tentazione di ricominciare da capo. I suoi numeri sono 3 romanzi in 5 anni, 3 premi letterari, 11 racconti in altrettante antologie. I suoi testi sono adottati da diverse classi dei licei di Ravenna. Come lui stesso racconta attraverso il suo sito web, ha compiuto studi in campo artistico, è stato cantante di pianobar e attore teatrale, ma soprattutto è uno scrittore romagnolo.
Per uno scrittore che vive ad Alfonsine la prima domanda è quasi obbligata. Cos’è per te, persona e scrittore, la Romagna?La Romagna è una terra che amo profondamente, dalla quale fatico a separarmi e nella quale mi auguro di vivere per sempre. Io ho vissuto fino ai quindici anni a Marina di Ravenna, un paese che mi è rimasto nel cuore, anche se non posso negare che, oggi, non lo riconosco più. O meglio, mi sembra piuttosto ovvio che quello che io ricordo non corrisponda più alla realtà attuale. Sono una persona che a volte tende a rimuginare sulle vecchie esperienze, a ricordare il passato, e per me tale passato è imprescindibile da Marina di Ravenna.
Considerando tutti gli elementi che hanno generato le tue storie, c’è un luogo in particolare in cui essi convergono e che riconosci come scenografia ideale?In tutti i racconti e i romanzi che ho scritto precedentemente alla Luce blu delle margherite (ci sono almeno quattro/cinque romanzi rigorosamente inediti e una trentina di racconti), non ho mai voluto circoscrivere le vicende in un’area troppo riconoscibile. Non so perché procedessi in quel modo, forse perché mi piace pensare che un lettore debba essere libero di immaginare ciò che vuole e immedesimarsi liberamente nei personaggi, cosa che probabilmente risulterebbe più difficoltosa se la scenografia fosse soffocata da descrizioni troppo dettagliate. Poi è successo che ho scritto “La luce blu delle margherite”, un romanzo strano che non avrei mai pensato di realizzare. Si tratta di una sorta di autobiografia criptata, contaminata da evidenti incursioni nel fantastico, ma che resta a grandi linee una narrazione quanto più fedele dei miei primi trent’anni di vita. In questo caso, non ho potuto esimermi dal raccontare la città di Ravenna, e in particolare Marina. È stata una grande novità, per me, perché mi sono reso conto che potevo parlare di me senza troppi timori di mostrare le mie fragilità... e descrivere le ambientazioni mi è stato di profondo aiuto. E lo stesso vale per gli altri due romanzi. La storia de “L’eco delle conchiglie di vetro” è ambientata a Marina di Ravenna, anche se non è mai citata, mentre nel recente “L’ipotetica assenza delle ombre” le vicende si snodano tra Bologna e Ravenna. Perciò, rifacendomi un po’ alla risposta precedente, diciamo che la provincia di Ravenna, con la sua storia importante, le sue spiagge, le pinete, le fabbriche e il porto, mi pare uno scenario ideale dove far muovere i miei personaggi e far vivere le mie inquietudini.
È facile imbattersi in definizioni che indicano il genere noir come un sottogenere del giallo. Oltre a raccontare e risolvere un crimine, un libro noir ha lo scopo di portare il lettore a riflettere, rispetto a quello che ha letto, sulla realtà che lo circonda. Condividi questa classificazione?Non completamente. Negli ultimi tempi si tende a confondere il giallo con il noir. Per quel che mi riguarda, ritengo che il noir sia un genere secondo a nessun altro. Nelle trame a tinte fosche, non è necessario inserire elementi quali omicidi o la risoluzione degli stessi attraverso figure quali ispettori, investigatori e via dicendo. A me personalmente interessano molto di più la psicologia dei personaggi, il “nero” che si cela in ognuno di noi, le ombre con le quali siamo costretti a convivere o delle quali vogliamo liberarci. Il noir è più una condizione dell’anima, e le indagini più accattivanti sono per me quelle rivolte all’interno della nostra persona.
Quando ci siamo conosciuti, hai allontanato da Massimo Padua scrittore l’aggettivo noir, poi hai sorpreso il tuo pubblico con “L’ipotetica assenza delle ombre”, e attraverso il tuo blog dici che questo romanzo ha segnato una via da percorrere. Noi di Giallo di Romagna siamo un po’ di parte, ma possiamo sperare in un altro romanzo noir?Posso dire assolutamente sì. In realtà, avendo esordito con un romanzo delicato, piuttosto lirico e a tratti poetico come “La luce blu delle margherite”, i miei lettori tendono a identificarmi, a inserirmi all’interno di questa etichetta. Certo, anche “L’eco delle conchiglie di vetro” rispettava in buona parte queste caratteristiche. Ma devo ammettere che mi trovo molto più a mio agio nel descrivere storie e intrecci più complessi e, anche questo non posso negarlo, mi piace l’idea di suscitare nei lettori tensione e desiderio di scoprire i risvolti più terrificanti degli eventi. Il prossimo romanzo che ho in mente, per esempio, potrebbe perfino essere contaminato da influenze quasi horror... ma senza esagerare: in fondo, per quanto cerchi di nasconderlo, sono una persona molto sensibile!
Parliamo di te. Prova a fare un salto a 6 anni fa, quando ancora non avevi pubblicato il tuo primo romanzo “La luce blu delle margherite” (vincitore del Premio Opera Prima Città di Ravenna nel 2005, e del Premio Ancora 2005, seconda ristampa nel 2010). Cosa vorresti dire a quel Massimo?
Sei anni fa non avevo idea di quello che mi sarebbe successo. Mi divertivo semplicemente a scrivere delle storie che poi leggevano solo alcune persone fidate. Sono sempre stato molto insicuro e non ho mai avuto il coraggio, prima di allora, di sottoporre i miei lavori a qualche editore. Poi ho avuto la fortuna di vincere il premio Opera Prima, e da lì si è aperta una strada che, per quanto impervia e difficoltosa, credo sia una delle più intriganti che ci siano. Perciò, al Massimo di sei anni fa, direi di stare più tranquillo, di lavorare sodo e di non temere più (o almeno non così tanto) il confronto con gli altri e soprattutto con se stesso. In fondo, fare i conti con le proprie ombre, può essere perfino divertente!
venerdì 19 febbraio 2010
L'eco delle conchiglie su L'Insolito
Una nuova recensione al mio romanzo "L'eco delle conchiglie di vetro", a un anno e mezzo dalla sua uscita, è apparsa su L'Insolito a cura di Gianvittorio Randaccio, che ringrazio calorosamente.
Per leggerla, cliccate qui.
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mercoledì 20 gennaio 2010
La luce blu delle margherite... Nuova edizione!

Il nuovo anno è già iniziato da un pezzo e io mi devo ancora riprendere. Non che abbia fatto chissà che (la mia età, d’altro canto, comincia a far sentire i primi effetti!), ma posso dire di essere devastato però soddisfatto. Soddisfatto perché il nuovo romanzo, il noir “L’ipotetica assenza delle ombre”, si sta comportando piuttosto bene: ottime critiche, discreta attenzione, buone vendite. Si tratta di un testo che è nato in un paio di mesi, una storia che premeva per uscire e che ho voluto assecondare, pur sapendo che avrei rischiato grosso. Infatti, chi ha letto gli altri miei romanzi (“La luce blu delle margherite” e “L’eco delle conchiglie di vetro”) si è trovato a far i conti con una storia molto più dark, decisamente più inquietante e con più di una concessione al thriller, se non all’horror.
Eppure questo romanzo, più corposo e più denso degli altri, si sta ritagliando un certo spazio. I commenti e le mail che ricevo quasi quotidianamente mi aprono il cuore, mi concedono l’illusione di proseguire sulla giusta strada(a proposito: grazie davvero a tutti!). La trama che ho tratteggiato può essere considerata una sorta di storia parallela alla “Luce blu”. Dunque, non un sequel, non un prequel, ma una vicenda autonoma ben più cupa e articolata. Alcuni personaggi ritornano, ma mi sono divertito a creare per loro un destino personale, diverso, originale. Nessun problema se non si è letto nient’altro di mio. Anzi, forse è quasi meglio... Ma è qui che arriva il bello. Il mio primo romanzo è esaurito già da diverso tempo (salvo qualche giacenza qua e là), e l’editore Fernandel (con cui, appunto, ho pubblicato “La luce blu delle margherite”) cosa mi combina? Mi ripubblica il testo in una nuova edizione, con più pagine, una copertina diversa, due capitoli aggiuntivi.
Cosa posso dire? Sono molto felice e, in qualche modo, mi sembra che il mio primo nascituro si sia meritato una nuova vita. Tutto questo per dire che, dopo l’ultimo romanzo, “L’ipotetica assenza delle ombre” edito da Voras edizioni, uscito poco più di un mese fa, adesso torna nelle librerie “La luce blu delle margherite” (Fernandel editore) in una nuova veste grafica, e non solo.
Ecco la copertina in anteprima (il libro uscirà a fine mese, mi pare di capire).
Eppure questo romanzo, più corposo e più denso degli altri, si sta ritagliando un certo spazio. I commenti e le mail che ricevo quasi quotidianamente mi aprono il cuore, mi concedono l’illusione di proseguire sulla giusta strada(a proposito: grazie davvero a tutti!). La trama che ho tratteggiato può essere considerata una sorta di storia parallela alla “Luce blu”. Dunque, non un sequel, non un prequel, ma una vicenda autonoma ben più cupa e articolata. Alcuni personaggi ritornano, ma mi sono divertito a creare per loro un destino personale, diverso, originale. Nessun problema se non si è letto nient’altro di mio. Anzi, forse è quasi meglio... Ma è qui che arriva il bello. Il mio primo romanzo è esaurito già da diverso tempo (salvo qualche giacenza qua e là), e l’editore Fernandel (con cui, appunto, ho pubblicato “La luce blu delle margherite”) cosa mi combina? Mi ripubblica il testo in una nuova edizione, con più pagine, una copertina diversa, due capitoli aggiuntivi.
Cosa posso dire? Sono molto felice e, in qualche modo, mi sembra che il mio primo nascituro si sia meritato una nuova vita. Tutto questo per dire che, dopo l’ultimo romanzo, “L’ipotetica assenza delle ombre” edito da Voras edizioni, uscito poco più di un mese fa, adesso torna nelle librerie “La luce blu delle margherite” (Fernandel editore) in una nuova veste grafica, e non solo.
Ecco la copertina in anteprima (il libro uscirà a fine mese, mi pare di capire).
giovedì 31 dicembre 2009
giovedì 24 dicembre 2009
giovedì 17 dicembre 2009
Brividi!
Strano come i lettori riescano a interpretare un testo e sorprendere in continuazione l'autore del testo stesso! La trovo una faccenda assolutamente intrigante. Mi era già capitato con "L'eco delle conchiglie di vetro" e soprattutto con "La luce blu delle margherite", ma con questo, "L'ipotetica assenza delle ombre", non me lo sarei mai aspettato. E invece continuo a sentirmi dire "Ho avuto paura", "Non riuscivo a leggerlo di notte", Mamma, che incubi!", ecc... Sinceramente non lo avrei mai considerato un romanzo horror o giù di lì, ma ad ogni modo mi fa piacere scoprire questi aspetti "aggiunti", è emozionante e costruttivo, per me.
La cosa che mi ha sorpreso ancor di più è che anche questo, come i precedenti miei romanzi, sarà adottato da diverse classi dei licei di Ravenna (be', magari non proprio dalle prime: a tutto c'è un limite!).
Ad ogni modo, i prossimi incontri in programma (alcuni, per pigrizia e per il poco tempo, non li ho riportati né in questo blog né nel mio sito) sono i seguenti:
Venerdì 18 dicembre (ossia domani) dalle ore 18.00 presso la nuova sede dell'Associazione Città Attiva di Ravenna (via Carducci 14) - in buona compagnia, ossia con Marta Casarini e con Samantha Momentè, altre due autrici Voras;
Sabato 19 dicembre ad Alfonsine (RA), invece, si terrà una festa di fine anno con tutti gli autori fino ad ora pubblicati dalla Voras edizioni. Il tutto accompagnato da musica, aperitivi e tante piccole presentazioni (brevi e divertenti). A che ora? Dalle 17.00 alle 20.00.
Spero che qualcuno di voi si faccia vivo perché sarebbe una bellissima occasione per incontrarci e per conoscere tanti scrittori bravissimi, simpatici e non montati (cosa particolarmente gradita e non così comune!).
La cosa che mi ha sorpreso ancor di più è che anche questo, come i precedenti miei romanzi, sarà adottato da diverse classi dei licei di Ravenna (be', magari non proprio dalle prime: a tutto c'è un limite!).
Ad ogni modo, i prossimi incontri in programma (alcuni, per pigrizia e per il poco tempo, non li ho riportati né in questo blog né nel mio sito) sono i seguenti:
Venerdì 18 dicembre (ossia domani) dalle ore 18.00 presso la nuova sede dell'Associazione Città Attiva di Ravenna (via Carducci 14) - in buona compagnia, ossia con Marta Casarini e con Samantha Momentè, altre due autrici Voras;
Sabato 19 dicembre ad Alfonsine (RA), invece, si terrà una festa di fine anno con tutti gli autori fino ad ora pubblicati dalla Voras edizioni. Il tutto accompagnato da musica, aperitivi e tante piccole presentazioni (brevi e divertenti). A che ora? Dalle 17.00 alle 20.00.
Spero che qualcuno di voi si faccia vivo perché sarebbe una bellissima occasione per incontrarci e per conoscere tanti scrittori bravissimi, simpatici e non montati (cosa particolarmente gradita e non così comune!).
mercoledì 9 dicembre 2009
Faccio i conti con le mie ombre!

Dopo un lungo periodo di silenzio, eccomi ancora qui a parlare delle mie imprese...
Be', ci sarebbe un sacco di cose da dire, ma la notizia più importante per me è che il romanzo L'ipotetica assenza delle ombre è disponibile già da qualche tempo. Devo ammettere che sono molto soddisfatto (a parte qualche neo che magari vi dirò più avanti), le persone che lo hanno letto ne stanno parlando piuttosto bene, ci sono già diverse interviste/articoli/recensioni/segnalazioni...
L'aspetto che mi ha dato maggior piacere è che ho cambiato decisamente genere, una bella virata verso il noir che temevo avrebbe allontanato qualche lettore... e invece pare sia stato apprezzato.
Comunque, lo presenterò questo venerdì (cooè dopodomani) in quel di Alfonsine (RA) a Palazzo Marini, che poi è di fianco a casa mia! Sabato, invece, sarò a Lugo il pomeriggio per una nuova presentazione e la sera per una serie di letture che coinvolgerà anche altri autori Voras.
Poi, sarò a Ravenna e ancora ad Alfonsine per una bellissima festa di fine anno con tutti gli autori della Voras edizioni... ma vi informerò a tempo debito! Intanto vi saluto con la speranza di VEDERVI presto!
Be', ci sarebbe un sacco di cose da dire, ma la notizia più importante per me è che il romanzo L'ipotetica assenza delle ombre è disponibile già da qualche tempo. Devo ammettere che sono molto soddisfatto (a parte qualche neo che magari vi dirò più avanti), le persone che lo hanno letto ne stanno parlando piuttosto bene, ci sono già diverse interviste/articoli/recensioni/segnalazioni...
L'aspetto che mi ha dato maggior piacere è che ho cambiato decisamente genere, una bella virata verso il noir che temevo avrebbe allontanato qualche lettore... e invece pare sia stato apprezzato.
Comunque, lo presenterò questo venerdì (cooè dopodomani) in quel di Alfonsine (RA) a Palazzo Marini, che poi è di fianco a casa mia! Sabato, invece, sarò a Lugo il pomeriggio per una nuova presentazione e la sera per una serie di letture che coinvolgerà anche altri autori Voras.
Poi, sarò a Ravenna e ancora ad Alfonsine per una bellissima festa di fine anno con tutti gli autori della Voras edizioni... ma vi informerò a tempo debito! Intanto vi saluto con la speranza di VEDERVI presto!
mercoledì 18 novembre 2009
Primo appuntamento con "L'ipotetica assenza delle ombre"
Letteratura Vino Musica 2009
Sabato 21 Novembre
presso la Rocca Sforzesca di Riolo Terme dalle ore 17
L'evento avrà inizio a partire dalle ore 17 presso la prestigiosa cornice della rocca sforzesca di Riolo Terme, con la presentazione del libro.
A seguire avrà inizio la degustazione dei prodotti vitivinicoli.
Grazie alla collaborazione di alcuni ristoratori di Riolo Terme, sarà allestito un buffet gratuito per tutti i partecipanti.
Letteratura: "L'ipotetica assenza delle ombre", Massimo Padua
Casa Editrice: Voras Edizioni
Musica: Professor Daniele Faziani, sax
Vino: Fattoria Paradiso, Daniele Collina, Vignoli e Nanetti, Mordini, Quadalti
Durante tale serata sarà possibile degustare le birre artigianali del Birrificio Valsenio
Buffet offerto da "Osteria degli Artisti"
Sabato 21 Novembre
presso la Rocca Sforzesca di Riolo Terme dalle ore 17
L'evento avrà inizio a partire dalle ore 17 presso la prestigiosa cornice della rocca sforzesca di Riolo Terme, con la presentazione del libro.
A seguire avrà inizio la degustazione dei prodotti vitivinicoli.
Grazie alla collaborazione di alcuni ristoratori di Riolo Terme, sarà allestito un buffet gratuito per tutti i partecipanti.
Letteratura: "L'ipotetica assenza delle ombre", Massimo Padua
Casa Editrice: Voras Edizioni
Musica: Professor Daniele Faziani, sax
Vino: Fattoria Paradiso, Daniele Collina, Vignoli e Nanetti, Mordini, Quadalti
Durante tale serata sarà possibile degustare le birre artigianali del Birrificio Valsenio
Buffet offerto da "Osteria degli Artisti"
mercoledì 11 novembre 2009
Sta arrivando!
La Voras edizioni ha annunciato la prossima uscita del mio romanzo L'ipotetica assenza delle ombre, sia nel blog sia nel sito.
Dovrebbe essere disponibile già dal fine novembre, visto che ho la prima presentazione per sabato 21 a Riolo Terme. Quando avrò maggiori conferme, non mancherò di riportarle nel blog e nel mio sito.
Intanto, a presto!
Dovrebbe essere disponibile già dal fine novembre, visto che ho la prima presentazione per sabato 21 a Riolo Terme. Quando avrò maggiori conferme, non mancherò di riportarle nel blog e nel mio sito.
Intanto, a presto!
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